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IL SEMAFORO

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Negli anni 50/60 il processo di spopolamento del Paese, iniziato nel 1921 ( Abitanti 5000 circa),  era in continua ascesa. Terminata l'emigrazione nelle Americhe, prendeva vigore  quella verso l' Europa e il Nord Italia. Nonostante ciò, ho avuto la fortuna di appartenere ad una generazione che ha potuto vedere ( "vivere") il Paese pieno di gente, di operai, di braccianti,  di artigiani (fabbri, falegnami, sarti, orefici, bottai...) che con la loro presenza animavano le "minelle" (i vicoli) e le " rughe " (i rioni), Anni '60 - Bambini che animavano il Rione "Rinacchio" Ciabattino al lavoro con una luce fioca, in via Foscolo "Giardiniellu" 2004- L'ultimo Falegname: Giuseppe Bottaro P oi c'erano i pastori con le greggi, i contadini con gli asini, i braccianti che, l igi al detto savellese:   "a  matinata fa a jurnata"   (il lavoro svolto all'alba vale quanto quello dell'intera giornata). andando a la...

GLI UFFICI DI UNA VOLTA

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Come ci racconta Pericle Maone nel suo libro "Savelli, nella sua Tradizione e nella Storia vol. I ,  il nostro paese raggiunse l' autonomia comunale nel 1813. Questo riconoscimento, ottenuto sotto la dominazione francese ad opera di Gioacchino Murat, permise a Savelli di staccarsi dal Comune di  Verzino di cui era Casale. Col passare del tempo, con l'aumento della popolazione, con l'insediamento di artigiani, di commercianti e di famiglie agiate, il paese aumentò il suo prestigio. Ciò favorì anche la nascita di nuove realtà istituzionali: - Sede del Circondario: Pretura e Carcere; - Ufficio del Registro; - Ufficio del Dazio; - Ufficio Postale con Telegrafo; - Ufficio Leva; - Ufficio di Collocamento; - Direzione Didattica. L A PRETURA e IL CARCERE                                                                   ...