Poco dopo la nascita del Circolo culturale "IL SEMAFORO", comparve nel nostro paese un altro circolo: "POLITICA 207", ubicato di fronte al SEMAFORO in via Roma 207, dal cui numero civico prese il nome.
La sua attività politico-culturale non si opponeva a quella dell'altro circolo, anzi ne condivideva le idee e ne sosteneva le iniziative.
Il Presidente era Francesco Tallarico e uno degli iscritti era Mario Capalbo.
Entrambi i Circoli parteciparono attivamente alle elezioni del 1970 a sostegno della lista di sinistra rappresentata dal simbolo "Tromba".
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| immagine dal web |
Fra le iniziative comuni ci furono manifesti che contrastavano i politici al governo del Paese e la Pro Loco, all'epoca sostenuta dalla Democrazia Cristiana (DC).
In quegli anni la Proco Loco era orientata principalmente alla promozione e alla valorizzazione del Villaggio Pino Grande e, secondo le associazioni citate, la sua gestione lasciava molto a desiderare; per questo subiva gli attacchi e le contestazioni dei due Circoli.
Le critiche venivano espresse non solo verbalmente, ma anche attraverso scritti, che venivano divulgati con manifesti murali.
Uno di questi é qui di seguito allegato e lancia un invito alla popolazione a salvare la Pro Loco definita "NAVE SENZA NOCCHIERO IN GRAN TEMPESTA".
Manifesto affisso ai muri del paese il 14 Aprile del 1970
Questo breve articolo va ad arricchire quello precedente sul
"SEMAFORO" e vuole ricordare il fermento politico-culturale-sociale di quel periodo nel nostro Paese ( dagli anni '60 in avanti) ricco di tante contraddizioni ma, certamente, non di immobilismo.
E' l'inizio della trasformazione socio-economica.
Desidero arricchire questo racconto con qualche fotografia degli anni '60 per aiutare chi non ha vissuto quel periodo a coglierne il contesto e le sue trasformazioni, e a riaprire qualche cassetto della memoria a chi ha dimenticato da dove veniamo.
Anni '60 - Un angolo di via Roma
Anni'60- Albergo e ville nel nascente Villaggio Pino Grande
In quel periodo qualcuno ancora lavorava al telaio
Gli asini, i muli stavano diminuendo ma il maniscalco c'era ancora
Anni '60 - Processione di San Giuseppe
Gita a Bari con visita alla Chiesa di San Nicola e alla Fiera del Levante
In un periodo in cui non c'era la privacy (si fa per dire), in paese tutti sapevano tutto di tutti, la Farsa di Carnevale raccontava, in rima, in giro per il paese aneddoti, pettegolezzi, stili di vita e storie dei paesani.
Anni '60 - "Za Rosa a Felicicchia" prepara il caffe al bar Moderno (se non ricordo male),
Le donne col costume da pacchiana non erano poche, ma stava man mano scomparendo.
Anni '60 - Costruzione dell'edificio per la Scuola Media e per l'Istituto Professionale di Stato
15 Aprile 1968 - Inaugurazione dell'Edificio scolastico delle Scuole Medie e dell'Istituto Professionale
Anni '60 - Studentesse della Scuola Media
Studenti dell'Istituto Professionale
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1967 - La squadra del Savelli che partecipò al Primo Torneo Estivo
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Anni '60 - Il calcio era il passatempo preferito, se il campo era occupato dai grandi si andava a giocare al "Boschetto"
Non mancava la fantasia; ed ecco
"a carrozza", costruita con tavole e tre cuscinetti di automobili
(Quadretto di Piero Arcuri)
1969 - I giovani di allora rappresentano il Malato Immaginario di Moliére.
Coordinatore Don Pietro Pontieri, presentatore Mario Capalbo
Zona attuale Parco Giochi
SAVELLA
Savella è nnu Savella, iartu pendinu e mala via,
allu mulinu senza granu,
carne e zimbaru e pane e jarmanu.
Pueti assai e fatiga nente,
ma è cuntenta tutta chilla gente;
caterre, mandulini e sonaturi
e ssi stai malu te passanu i ruluri,
re i bisuogni te fannu scurdare,
e alla fatiga un ti cce fannu pensare.
Si allu comune c'eri nu postu,
tutti u vuonnu a r'ogni costu.
Savella e nnu paise biellu assai,
e buonu cce stai si mangiare e bivare tu hai.
(Gino Gentile)
SAVELLI
Savelli e non Savelli salite, discese e strade brutte,
al mulino senza grano,
carne di caprone e pane di segala.
Molti poeti e poco lavoro,
ma le persone sono sempre contente,
chitarre, mandolini e suonatori
e se stai poco bene ti passano tutti i dolori,
ti fanno dimenticare tutte le tue necessità,
e non ti fanno pensare al lavoro.
Se al comune c'é un posto (di lavoro)
tutti lo pretendono.
Savelli è un paese molto bello
e ci stai benese se hai da mangiare e da bere.
Anni '60 - Autorità civili e militari
Da sinistra:
- Luigi Tallarico (insegnante)
- Gino Gentile (autodidatta,appassionato di storia e musica locale)
-Luigi Pignanelli (guardia comunale)
- Antonio Amelio (medico condotto)
- Sacco (insegnante)
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- "Baffone" (carabiniere)
- Abate (Maresciallo dei carabinieri)
-Aristide Spinelli (avvocato)
- Ferdinando Pontieri (collocatore)
- Boschi (??) (guardia forestale
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A volte si cercano risposte dagli altri e lontane da noi, invece si possono trovare nei luoghi e nelle storie che ci raccontiamo.
Consolidare la memoria aiuta a credere nel futuro.
Inutile dirti che ho letto tutto d'un fiato le tue ricerche. Quella su Il Savellese ha risvegliato in me molti ricordi riguardanti sia Savelli sia mio padre. Grazie e continua cosi. Un abbraccio 😊😚
RispondiEliminaRosetta F.
Sei stato numero uno (giocavi in porta e allora il portiere era numero uno... Non come adesso) e rimani un numero uno Piero ... Top👍
RispondiEliminaTempi importanti. Queste foto e fonti sono importanti.
RispondiEliminaG.R.
Tempi belli anche se non floridi.... c' era la volontà comune di fare il bene del proprio paese...
RispondiEliminaE S.
Grazie mille. Sempre sul pezzo... Dalle ricostruzioni storiche fai emergere un paese culturalmente vivace, oggi purtroppo l'ombra di sé stesso. Un abbraccio.
RispondiEliminaGiuseppe DB.