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COLLAGE FOTOGRAFICO (Calcio anni '60)

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GLI ANNI SESSANTA   (1^ parte) (Gli anni dei Tornei e del Campionato di 2^ Categoria) Continua la rassegna sul calcio, le foto in bianco e nero ci danno immagini che ci portano indietro nel tempo e sicuramente lasciano dietro di loro una scia di emozioni. Qui le foto dagli anni '30 ai '60 Con gli anni '60  il calcio, a Savelli, subisce qualche cambiamento.  A far aumentare la passione dei ragazzi di allora contribuì: la televisione che si poteva vedere, seppur sporadicamente, in qualche casa privata o nelle sezioni dei partiti; e tre momenti particolarmente significativi per il nostro paese: Il ritiro a Savelli della squadra del Crotone , allora allenata da un ungherese, che svolgeva la preparazione estiva nel nostro campo. La possibilità di vedere le partite di campionato di una squadra iscritta ad un torneo ufficiale della Federazione Italiana Gioco Calcio. Mi riferisco alla squadra dell 'OFAM , una società dilettantistica di Crotone del  Dott. Giuseppe ...

LA FINE DEL PRIMO BRIGANTAGGIO

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1806-1815 DECENNIO FRANCESE (2/3) Nel 1808   i Francesi sono padroni della Calabria , ma non era terminata la lotta contro i briganti. In quell'anno infausto, a Savelli, si registrano  14 omicidi  che diedero vita a feroci vendette. Anche a  Verzino  la situazione era alquanto turbolenta. Il  20 marzo  di quell'anno furono uccisi:  don   Marcello Romeo-Longo , di 20 anni;  Domenico Murgia , di anni 80,  Santo Ferraro , di anni 40 e  Saverio Arratta . La situazione che si era creata a partire dal  1806  con la persecuzione nei confronti delle persone  filo francesi col tempo cambiò . Le bande incominciarono a tormentare i loro concittadini colpevoli di possedere qualche cosa. Alle uccisioni seguirono feroci vendette.  I libri parrocchiali del tempo raccontano: " L'8 giugno 1808  il falegname  Nicola Frontera ,  di anni 36 , è stato ucciso a fucilate al  Timparello del   Pietramone ...

COLLAGE FOTOGRAFICO (Calcio '30-'60)

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CALCIO D'INIZIO  (1^ parte): dagli anni '30 agli anni '60 Le foto, le immagini in genere, prendono vita quando vengono osservate con attenzione  condivise, commentate, solo allora diventano storia, fanno rinascere ricordi e fanno rivivere emozioni. Le foto chiuse in un cassetto ci  aspettano per incuriosirci ed emozionarci... La rassegna fotografica proposta vuole offrire una carrellata di quello che è stato lo sport più diffuso  nel nostro territorio. Anche lo sport contribuisce a dare un'immagine dei cambiamenti sociali e ambientali di un paese -1- Campo da calcio costruito nel 1934 .  (attualmente il luogo è occupato dal Savelli Hospital). Fu costruito con grande entusiasmo dalla popolazione in seguito alla vittoria dell'Italia della Coppa del Mondo in quell'anno. Prima si giocava nei pochi e angusti spiazzi che si trovavano fuori paese: "alli Chiani e Japicu" (Piani di Giacomo, all'inizio dell'attuale Strada del Villaggio); "Alla rota...

IL PRIMO BRIGANTAGGIO

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1806-1815 DECENNIO FRANCESE (Parte 1/3) Dopo la vittoria di  Austerlitz (1805)  contro gli austriaci che permise a  Napoleon e di occupare territori italiani e tedeschi, il Generale diede ordini al suo esercito di conquistare anche il  Regno di Napo l i. Nel  1806   Re Ferdinando , non potendo far fronte all'invasore francese, si rifugiò a Palermo. Iniziò così la lenta e inesorabile  invasione francese  del Sud Italia.  Ferdinando I di Borbone fu re di Napoli e delle Due Sicilie.  Il suo regno fu uno dei più lunghi della storia, Durò oltre 65 anni. Passò alla storia con gli appellativi di "re nasone", re lazzarone", "re burlone". (foto dal web) Inizialmente i Calabresi furono cauti con gli invasori, anche se sembrava che rappresentassero i grandi principi della Rivoluzione Francese ( Libertà, Uguaglianza e Fraternità ). Principi cui la popolazione faceva riferimento perché il malcontento nei confronti dei Borboni cominciava a diffondersi...

A BIFANIA (poesia di G.Gentile)

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Questa poesia, dedicata alla festività dell'Epifania ( qui la descrizione delle tradizioni savellesi ), è stata scritta da Gino Gentile nel 1962, la prima parte è quella tramandata oralmente attraverso la tradizione popolare. Il resto è stato completato dall'autore che cerca di ricordare nella sua lirica le abitudini e le credenze popolari.  Nel camino i bambini mettevano le calze nella speranza di trovare doni graditi. Nella foto: Fortunato Pontieri ("Grillu") e sua moglie Chiarina (genitori della maestra Pontieri) A BI F ANIA  Stasira ch 'è lla sira a Bifania  'nsuonnu me vena la fortuna mia, s'è de malu, nu jume currente o puramente na spina pungente,  s'è de buonu, na tavuta parata,   o sinnoni na vigna carricata, è puru buonu n'uortu ccu foglie, vaju e mi lle cuogliu ppe lle voglie. Vename nsuonnu fortuna mia, riciame a veritate e ccusssisia. A sira  a Bifania all'acqua un se vari, ca curra r'uogliu ppe chine u llu sari, si chine u sar...

LA NASCITA

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Nelle storie precedenti avevamo visto tutte le usanze e i riti del matrimonio . Rientriamo nella casa degli sposi Maria e Pietro e vediamo cosa succede. Scopriamo che dopo qualche mese dal loro matrimonio c'è aria di attesa per un lieto evento. Maria ha già incominciato a preparare il corredino con le sue mani, anche le nonne daranno una mano: camicine, magliette, calzini, corpetti, fasce, cuffiette nei due colori azzurro e rosa. La preferenza è per l'azzurro, perché notoriamente i genitori tendono per il maschio. Si fanno i calcoli, si contano le lunazioni, si guarda la conformazione del ventre, Ognuno fa le sue congetture. Il parto avviene in casa con l'assistenza della "mammana" (levatrice) e dalla madre della sposa. E' arrivato il maschio!!  Sul nome non si discute; sarà  quello del padre dello sposo, perché così vuole la tradizione. Se il bimbo piange e non vorrà dormire la mamma lo terrà fra le braccia o lo adagerà nella culla che dondola, collegata da q...

I MESTIERI DEL PASSATO (pt.3)

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Continua la rassegna dei mestieri che venivano praticati nel nostro Paese.  Il progresso ne ha accelerato la scomparsa, ma il ricordo di alcuni di essi ci riporta al passato e all'infanzia. Alcune famiglie, in virtù del lavoro svolto dagli avi, ne conservano ancora  "u suprannume"  (soprannome, nomignolo: es: " piciaru, l'aparu"...). Leggi anche la  parte 2 .  "I MANNISI" Taglialegna Dal Latino manuenses, boscaioli, taglialegna; erano le persone che spaccavano la legna, o segavano i tronchi così da ricavare  tavole grezze ( "raganelle" " astracali"  ) (1) . I  "mannisi"  usavano anche  "a   trainella" , una sega a quattro mani per ricavare tavole dai tronchi degli alberi.  "A trainella"  veniva usata anche dai falegnami in luoghi aperti, dove c'era uno spazio adeguato per i tronchi e dove c'era un muretto su cui posarli per poterli lavorare. Una persona doveva stare sotto il muro, l'alt...