Non c'è molto di diverso rispetto ad ora, a parte la strada che comunque continua ad essere un'interpoderale. Ciò vuol dire che a partire dagli anni ottanta, Savelli come tutti i centri delle aree interne dell'Appennino, ha conosciuto un lento ed inesorabile declino. Il risultato è l'effetto "presepe" vale a dire una situazione congelata che le poche e poco significative trasformazioni non scalfiscono.
Come ci racconta Pericle Maone nel suo libro "Savelli, nella sua Tradizione e nella Storia vol. I , il nostro paese raggiunse l' autonomia comunale nel 1813. Questo riconoscimento, ottenuto sotto la dominazione francese ad opera di Gioacchino Murat, permise a Savelli di staccarsi dal Comune di Verzino di cui era Casale. Col passare del tempo, con l'aumento della popolazione, con l'insediamento di artigiani, di commercianti e di famiglie agiate, il paese aumentò il suo prestigio. Ciò favorì anche la nascita di nuove realtà istituzionali: - Sede del Circondario: Pretura e Carcere; - Ufficio del Registro; - Ufficio del Dazio; - Ufficio Postale con Telegrafo; - Ufficio Leva; - Ufficio di Collocamento; - Direzione Didattica. L A PRETURA e IL CARCERE ...
Erano gli inizi degli anni '70, mi ero trasferito a Milano da non molto tempo e abitavo al quarto piano di un palazzo vicino ad altre famiglie del mio stesso paese. Un giorno, un distinto signore, ben vestito, venne a trovare una parente che abitava a fianco alla mia famiglia. Mio padre lo incontrò per caso sul pianerottolo, si riconobbero e si salutarono con affetto e stima ricordando vecchie storie del paese. Poi, rivoltosi verso di me, mio padre disse: "Questo signore è Mastru Santu, il cognato di zia Adelina Polillo; viene dall'Argentina, vive a Buenos Ayres, ha fatto fortuna perché ha fatto gli stivali a Peron" (1) Io, meravigliato, ascoltai le veloci spiegazioni di mio padre . Ma chi era Mastru Santu? Ce la racconta Gianbattista Maone nelle sue "Memorie" (2) Il suo nome era Giuseppe Fazio fu Santo, ma preferiva farsi chiamare "Giuseppe e Mastrusantu" , era un ciabattino savellese e riparava le scarpe. Tornato dalla guerra, divenne calz...
Nell'estate del 1977 e del 1978 l'argomento di cui si parlava spesso, durante le ferie, era la necessità di creare un collegamento fra i vari gruppi di emigrati sparsi in Italia, in Europa e oltre Oceano Stava nascendo l'esigenza di scambiarsi notizie, di creare un legame con il Paese, ma non doveva essere una mera operazione di nostalgia. Per affrontare al meglio questo progetto ci furono degli incontri preparatori, come il convegno dei Savellesi di Torino tenutosi a Chiavari (GE) nell'autunno del 1978, con l'obiettivo di prendere contatti con gli emigrati in Liguria, in Toscana, in Piemonte. Nello stesso anno, 1978, si costituì, nel milanese, il Circolo culturale-ricreativo "Sila Grande", aperto a tutte le persone provenienti da questo territorio che ribadiva l'importanza di un giornale come organo di collegamento di una comunità sparsa per il mondo. L'iniziativa, partita dal Prof. G. B, Maone , fu accolta con entusiasmo da tutti che non fe...
Stupenda! Attendiamo altre tue bellissime foto!!!!
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