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I MESTIERI DEL PASSATO (pt.2)

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L'elenco dei mestieri di una volta continua... Leggi anche la  Parte 1 . Alcuni di essi erano veramente umili e poco appaganti, questo ci fa capire le difficoltà dei nostri nonni/genitori nel mandare avanti la famiglia. "E LAVANDARE" Le lavandaie   Erano le donne che facevano le lavandaie di mestiere. Nel periodo della primavera/estate le famiglie si recavano presso i fiumi o laddove c'erano delle "cibbie" ( vasche d'acqua) per lavare i panni. Si facevano aiutare dalle lavandaie perché il lavoro era molto impegnativo.  I panni sporchi venivano portati nei pressi del fiume con le ceste sulla testa, arrivati a destinazione si accendeva il fuoco per preparare "a lussìa" ( lisciva, un bucato fatto di acqua bollente e cenere).  Una volta lavati, i panni si stendevano sui cespugli per farli asciugare. Si tornava la sera, dopo una giornata faticosa, con le ceste in testa con i panni puliti. Lavandaia con la cesta in testa verso la " F iumarella ...

COMMEMORAZIONE DI LUOGHI E PERSONE

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La festa  Tutti i Santi e la Commemorazione dei Defunti sono le due ricorrenze del mese di novembre. La festa di Ognissanti veniva celebrata con particolare solennità. E' l'ultima festa dell'anno prima del Natale, ma una volta era la data che segnava la ripresa del lavori dei campi e spesso segnava l'abbandono, da parte degli uomini, della famiglia per più settimane. Era tradizione che, in quest'ultimo giorno di riposo, venisse consumata la carne fresca e spillato il  nuovo vino che verrà poi consumato, con le patate e le castagne arrostite ("e ruselle")  al focolare, durante le serate invernali. La ricorrenza dei morti è   un giorno molto particolare, di vero lutto; le tombe venivano ornate con lumini e fiori anche per ricordare le vittime del terremoto del 1638 che colpì i Casali di Cosenza e che diede origine all'esodo e quindi a Savelli.  Una volta, però, le manifestazioni esteriori esagerate davano un aspetto pagano ad un momento così dolor...

RACCONTO DI UN BAMBINO

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Durante una chiacchierata fatta in estate con un caro amico, nelle passeggiate serali rilassanti, scherzose, che abitualmente si fanno durante quel periodo, ci siamo imbattuti in racconti del  "periodo dell'età felice " come la definisce Piero Arcuri. Il periodo, cioè dell'infanzia e dell'adolescenza. La serata piacevole e la buona compagnia ci ha portato a parlare del passato, e ognuno ha ricordato aneddoti, esperienze, episodi. Il suo un racconto è stato molto personale, ricco di particolari, interessante. E' una storia che tratteggia un periodo in cui anche i minori partecipavano all'economia domestica.  I  bambini /ragazzi  venivano mandati presso gli artigiani (falegnami, muratori, fabbri  calzolai ecc...) ad apprendere un mestiere o a lavorare in campagna.  Si frequentava la scuola solo per soddisfare un'esigenza primaria:  "saper leggere,   scrivere e far di conto" , e   non sempre volentieri. Alle coppie che si sposavano la frase di a...

I MESTIERI DEL PASSATO (pt.1)

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Savelli, ha sempre avuto, da quando è stato fondato (1638) fino agli anni 80/inizi anni '90 del secolo scorso, una vocazione agro/silvo/pastorale sviluppatasi in un contesto territoriale molto difficile . Il fenomeno dell'emigrazione e i cambiamenti sociali, le rinnovate necessita familiari (fra le altre, il desiderio di far studiare i propri figli..) hanno determinato la scomparsa di mestieri che precedentemente sostenevano l'economia del territorio. Ad essa erano legate attività e mestieri alcuni dei quali sono completamente scomparsi. A molte persone sono anche sconosciuti. Alcuni artigiani svolgevano la propria attività in Paese, altri, provenendo da zone dove determinati mestieri si erano localizzati, frequentavano stagionalmente il Paese e soggiornavano presso gli alberghi Sila, Bellavista, Bel Soggiorno, Albergo Turistico.  (1) Col tempo, alcuni di essi, dopo aver preso famiglia, si sono stabilizzati nel nostro territorio. Questi artigiani offrivano i loro servizi...

QUANDO ERAVAMO POVERA GENTE (pt.2)

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Leggi anche la prima parte : i l periodo di riferimento è la fine degli   anni cinquanta,  quando   l'emigrazione nelle Americhe  stava per finire e ne iniziava un'altra,   quella europea   (Germania, Francia, Belgio, Svizzera, Lussemburgo) e nel Nord Italia (Milano, Torino, Genova). Per imbarcarsi bisognava raggiungere Napoli e da lì prendere il transatlantico per le Americhe o per l'Australia. Transatlantico Leonardo da Vinci fu utilizzato dal 1960 per collegare l'Italia con l'America. A metà degli anni '60 fu sostituito dagli aerei perché più veloci. Per raggiungere il luogo d'imbarco si poteva noleggiare una macchina. Una di queste era la "Fiat 1100 R giardinetta", di proprietà di Umberto Frontera "Savoia". Foto dal web In quegli anni l'economia locale non riusciva a sostenere adeguatamente le nuove necessità familiari. Era pur sempre un'economia ristretta, di piccoli numeri, "casarula". Pertanto l 'esodo pe...