Post

LA LEGGENDA DI SERÀPIDE

Immagine
I nostri antenati raccontavano spesso favole, aneddoti, storie accadute nel nostro paese. Il territorio silano ricco di anfratti, di caverne profonde, di luoghi impervi si prestava a fare da cornice ad aneddoti che possono considerarsi verosimili. Non mancano i riferimenti a briganti nascosti in profondi cunicoli, a caverne dove sono stati nascosti tesori ecc... A tutto ciò vanno aggiunti racconti con evidenti riferimenti mitologici  i cui risvolti hanno raggiunto anche le zone interne del nostro territorio . Uno di questi racconti si riferisce alla " leggenda di Seràpide"  forse non conosciuta da tutti e, quindi, vale la pena leggere. Il racconto si riferisce ad un luogo ben preciso: il fiume, o meglio il torrente Senapìte che divide il territorio di Verzino (KR) da quello di Savelli (KR).  Il percorso di questo torrente attraversa paesaggi rocciosi, unitamente a gole frequentate, prevalentemente, da pescatori locali e da qualche escursionista. Su questo torrente insist...

I SUPRANUMI

Immagine
Attribuire epiteti o appellativi, dare quindi un soprannome, era un'abitudine che veniva usata sin dai tempi dei Greci e dei Romani; Achille veniva chiamato  "Pelide" , Scipione veniva detto   "l'Africano".  Con il Medio Evo (476  - 1492) e il Rinascimento (XV - XVI secolo) assistiamo all'attribuzione e alla diffusione dei nomignoli in maniera più sistematica: Filippo "il Bello"; Riccardo "Cuor di Leone, Pipino "il Breve". L'epiteto o l'appellativo veniva aggiunto al nome proprio per distinguere meglio una persona e per evidenziare alcune sue caratteristiche. Nel nostro paese "U Supranume o Paranume"  era un nomignolo molto diverso dal nome ed era molto usato in passato; aiutava ad individuare  una persona o una famiglia.. Il soprannome era dunque un  segno distintivo e poteva avere caratteristiche scherzose, dispregiative o anche per sottolineare abitudini, difetti, modi di vestire, il tipo di lavoro svolto...

IL MIO ULTIMO NATALE A SAVELLI

Immagine
Nell'augurare a tutti i lettori del blog un felice anno nuovo, oggi condivido un ricordo personale. 1974: ero già emigrato a Milano dal 1969 e, come di consueto, sono tornato a Savelli per le vacanze di Natale. Dopo qualche giorno dal mio arrivo una nevicata ha imbiancato tutto il paese. Il mattino seguente sento grida e colpi alla porta di casa. Il mio amico Pippo Paletta gridava che mi avrebbe liberato dalla neve che ostruiva la porta. L'abbondante nevicata della notte e il vento avevano ammassato tutta la neve davanti alla porta ostruendola. Ero intrappolato! L'amico Pippo Paletta era venuto a sincerarsi che stessi bene... ma io non mi ero neanche accorto di questo problema! Pippo Paletta ed io dopo il "salvataggio" Anche l'elettricità è mancata per diversi giorni e quindi i forni elettrici non sono riusciti a panificare. La mattina di capodanno il gruppo di amici si gode il ritorno del bel tempo con una bella passeggiata, qualche palla di neve e scatti fot...

NATALE 'N POISIA

Immagine
Le tradizioni natalizie sono già state descritte in questo articolo . Oggi ricordiamo il Natale con le liriche che ci hanno lasciato i nostri poeti.  I loro versi rinvigoriscono la nostra memoria. NATALE R'I TIEMPI PASSATI C hjova llu tiempu, tuttu annuvulatu stasire, ch'eri 'a sira re Natale; 'a neglia, pue, me tena carciratu 'ntra quattru mura friddi: staju male. A casa é chjina e tuttu, c'è ogne cosa, c'eri u supermercatu paru paru; c'è puru supra a tavula 'na rosa chi m'ari rigalatu nu scularu. Alla televisione balli e canti; cercanu e siminare l'allegria, ricianu ch'è Natale a tutti i canti,  puru ruve se mora pe 'lla via! Chjova llu tiempu, tuttu annuvulatu stasira ch'eri a sira re Natale; ''a neglia, pue, me tena carciratu 'ntra quattru mura friddi: staju male. Ciercu u Natale r'i tiempi passati chi te linchjìa llu core r'allegria; eranu i mali tui tutti scurdati, sentiendu na zampogna pe' lla via. M...

ANIMALI e ALLEVAMENTI

Immagine
La storia minore del nostro paese impone di ricordare l'aiuto e il contributo che hanno dato gli animali all'economia familiare savellese. IL MAIALE La sua presenza garantiva il sostentamento principale della famiglia, spesso numerosa. I vari tipi di carne lavorata: salsiccia, soppressata, capicollo, prosciutti... nonché le "frittole" (parte di carne grassa  fatta bollire con le cotenne),  lo strutto e i ciccioli  ("frisuli),  la gelatina, il sanguinaccio ecc...diventavano la provvista alimentare invernale e per le varie ricorrenze; tutto ciò era  governato dalla sapiente gestione della massaia.  Le salsicce e le soppressate venivano messe in alto sospese con delle canne per la stagionatura. (Disegno di Piero Arcuri)    L'allevamento non costava troppo anche perché venivano usate le rimanenze della cucina e, se c'era eccedenza, i frutti dei campi. Unendo inoltre la crusca e mischiando il tutto, si faceva un beverone, una brodaglia chiamata "Vrura...