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L'UOSSU RO PUORCU

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Fino agli anni '50/60 del secolo scorso nel nostro paese c'era una moltitudine di bambini di tutte le età e per loro non mancavano i passatempi, i giochi che, per quanto semplici, offrivano l'opportunità di trascorrere momenti di divertimento all'aperto e di socialità. Erano giochi basati sulla destrezza, sull'agilità, sul movimento, sulla coordinazione, sulla velocità. L'importante era stare insieme, condividere e socializzare nei vicoli del paese, nelle piazzette. Nel nostro paese di montagna, la primavera faceva dimenticare subito il lungo e freddo inverno; invogliava tutti a cercarsi, a stare insieme, a inventare passatempi o a recuperare i giochi dei nostri genitori e dei nostri  nonni. La " ruga " era il ritrovo di tutti, dei ragazzi e delle ragazze, la strada era l'ambiente ideale per ritrovarsi. Si giocava:  - "alla mazza e allu trugliu" (alla lippa) - " alle petre 'ncannate " (quattro cantoni) - "allu quatrett...

LA RISCOPERTA DEI SOPRANNOMI E DEI PROVERBI

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L'iniziativa di un gruppo di persone che, spontaneamente, nell'estate 2024 ha abbellito la   "ruga"  di largo Cupido con tegole dipinte  ("ciaramieli" ) su cui c'erano riportati   "paranumi"  e proverbi,  è da elogiare.  Ho già fatto un articolo con la storia e origine dei soprannomi . Se la curiosità o altro spinge il lettore ad avere qualche notizia sul suo soprannome o a conoscere quali erano quelli usati fino agli anni sessanta, può consultare l' ELENCO DEI SOPRANUMI   SAVELLISI Le tegole appese al muro, vicino alle porte di casa, raccontano la storia di quella casa, di quella famiglia, i sacrifici delle persone che l'hanno abitata e, anche se la porta è chiusa, manda messaggi di operosità, di fatica, di convivialità. I proverbi, tramandati in forma scritta o orale, sono frutto della saggezza popolare e caratterizzano un popolo e un territorio.  Con poche parole fanno capire lo stile di vita, usi e costumi e modi di vivere di un pop...

A PARATA

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Fino alla fine degli anni '50, inizi anni 60, c'era l'usanza di preparare i cosiddetti "archi". Era un modo per onorare, rendere più solenne e più importante occasioni e ricorrenze di carattere religioso (processioni, messe), familiare (matrimoni, battesimi, titoli di studio conseguiti), civile ( visite di autorità, feste patriottiche). 1923 - Inaugurazione del Monumento ai Caduti Anni '60 - Archi e addobbi vari in occasione di una ricorrenza religiosa, Corpus Domini. Gli archi collegavano due finestre tagliando la strada e adornavano il percorso che il festeggiato faceva. Si esponevano coperte lussuose, fatte al telaio o a mano, di lino, di seta, di cotone che variavano a seconda delle occasioni.  Caratteristici erano gli archi che si preparavano in occasione dei battesimi sui quali veniva attaccato con gli spilli, fra nastri e trine, il corredo del neonato, azzurro se era maschio, rosa se era femmina. Io personalmente ricordo gli addobbi fatti dalla popolazi...

LA LEGGENDA DI SERÀPIDE

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I nostri antenati raccontavano spesso favole, aneddoti, storie accadute nel nostro paese. Il territorio silano ricco di anfratti, di caverne profonde, di luoghi impervi si prestava a fare da cornice ad aneddoti che possono considerarsi verosimili. Non mancano i riferimenti a briganti nascosti in profondi cunicoli, a caverne dove sono stati nascosti tesori ecc... A tutto ciò vanno aggiunti racconti con evidenti riferimenti mitologici  i cui risvolti hanno raggiunto anche le zone interne del nostro territorio . Uno di questi racconti si riferisce alla " leggenda di Seràpide"  forse non conosciuta da tutti e, quindi, vale la pena leggere. Il racconto si riferisce ad un luogo ben preciso: il fiume, o meglio il torrente Senapìte che divide il territorio di Verzino (KR) da quello di Savelli (KR).  Il percorso di questo torrente attraversa paesaggi rocciosi, unitamente a gole frequentate, prevalentemente, da pescatori locali e da qualche escursionista. Su questo torrente insist...

I SUPRANUMI

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Attribuire epiteti o appellativi, dare quindi un soprannome, era un'abitudine che veniva usata sin dai tempi dei Greci e dei Romani; Achille veniva chiamato  "Pelide" , Scipione veniva detto   "l'Africano".  Con il Medio Evo (476  - 1492) e il Rinascimento (XV - XVI secolo) assistiamo all'attribuzione e alla diffusione dei nomignoli in maniera più sistematica: Filippo "il Bello"; Riccardo "Cuor di Leone, Pipino "il Breve". L'epiteto o l'appellativo veniva aggiunto al nome proprio per distinguere meglio una persona e per evidenziare alcune sue caratteristiche. Nel nostro paese "U Supranume o Paranume"  era un nomignolo molto diverso dal nome ed era molto usato in passato; aiutava ad individuare  una persona o una famiglia.. Il soprannome era dunque un  segno distintivo e poteva avere caratteristiche scherzose, dispregiative o anche per sottolineare abitudini, difetti, modi di vestire, il tipo di lavoro svolto...

IL MIO ULTIMO NATALE A SAVELLI

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Nell'augurare a tutti i lettori del blog un felice anno nuovo, oggi condivido un ricordo personale. 1974: ero già emigrato a Milano dal 1969 e, come di consueto, sono tornato a Savelli per le vacanze di Natale. Dopo qualche giorno dal mio arrivo una nevicata ha imbiancato tutto il paese. Il mattino seguente sento grida e colpi alla porta di casa. Il mio amico Pippo Paletta gridava che mi avrebbe liberato dalla neve che ostruiva la porta. L'abbondante nevicata della notte e il vento avevano ammassato tutta la neve davanti alla porta ostruendola. Ero intrappolato! L'amico Pippo Paletta era venuto a sincerarsi che stessi bene... ma io non mi ero neanche accorto di questo problema! Pippo Paletta ed io dopo il "salvataggio" Anche l'elettricità è mancata per diversi giorni e quindi i forni elettrici non sono riusciti a panificare. La mattina di capodanno il gruppo di amici si gode il ritorno del bel tempo con una bella passeggiata, qualche palla di neve e scatti fot...

NATALE 'N POISIA

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Le tradizioni natalizie sono già state descritte in questo articolo . Oggi ricordiamo il Natale con le liriche che ci hanno lasciato i nostri poeti.  I loro versi rinvigoriscono la nostra memoria. NATALE R'I TIEMPI PASSATI C hjova llu tiempu, tuttu annuvulatu stasire, ch'eri 'a sira re Natale; 'a neglia, pue, me tena carciratu 'ntra quattru mura friddi: staju male. A casa é chjina e tuttu, c'è ogne cosa, c'eri u supermercatu paru paru; c'è puru supra a tavula 'na rosa chi m'ari rigalatu nu scularu. Alla televisione balli e canti; cercanu e siminare l'allegria, ricianu ch'è Natale a tutti i canti,  puru ruve se mora pe 'lla via! Chjova llu tiempu, tuttu annuvulatu stasira ch'eri a sira re Natale; ''a neglia, pue, me tena carciratu 'ntra quattru mura friddi: staju male. Ciercu u Natale r'i tiempi passati chi te linchjìa llu core r'allegria; eranu i mali tui tutti scurdati, sentiendu na zampogna pe' lla via. M...