IL GRANITO SILANO
Nell'articolo Testimonianze del Passato, precedentemente pubblicato, sono stati evidenziati alcuni elementi che ricordano il passato del nostro paese. Queste cose che sono presenti nei vicoli, per le strade e nei dintorni del paese sono la testimonianza di un mondo contadino e artigiano che tanto ha contribuito all' economia locale e alla crescita della nostra comunità.
L'elemento centrale di questo racconto è il GRANITO, un materiale di cui è particolarmente ricco il territorio silano e anche quello di Savelli.
Il granito si trova nel letto dei fiumi o in alcune cave nei dintorni del paese.
Alcuni massi di enorme dimensione, veri macigni, sono sparsi un po' ovunque: lungo la via del Villaggio Pino Grande, nel castagneto, nel Boschetto, ecc...
Ad alcuni di questi monoliti, vista la grandezza, i nostri antenati hanno dato un nome:
-"A Petra a Cavallara", vicino al cimitero;
-"Petra Rande", lungo la strada di San Giovanni in Fiore, appena fuori paese; "
-"Petramune", zona Gorna;
-"Pietra della Timpa di Chjallinu" ecc...
L'abbondanza del granito grigio, di qualità pregiata, è subito diventato una risorsa per il territorio ed è stato usato dai nostri avi nell'edilizia per costruire: case, muri "faccia vista", fontane, zampilli, architravi di portoni e finestre, mensole di balconi ("gacciulli"), archi, molazze (macine di pietra che venivano usate per frangere le olive)....
Le pietre recuperate dalle cave o dai fiumi venivano trasportate dai traini prima e poi dai camion e scaricate nella periferia del paese, solitamente più pianeggiante.
Una volta scaricate e venivano sistemate a forma di cubo o parallelepipedo ("ncannate"), per essere poi vendute " a canna" (2,10 metri cubi).
"PPe azare u muru cce vori na canna e petre"
"Per completare il muro necessitano ancora 2 metri cubi di pietre".
Era solito suggerire il capomastro muratore.
La presenza di questo materiale fece spostare nel nostro territorio scalpellini e abili selciatori provenienti da altri paesi del catanzarese.
Il Pollio, ingegnere tavolario, nella sua relazione su Savelli del 1760, dice che i muri delle case " sono di pietre vive che (si) raccolgono dai fiumi e valloni circonvicini"
Questo materiale, ottimo per la tenuta termica, è stato usato nell'edilizia fino agli anni 60/70, infatti molte ville del Villaggio Pino Grande sono state costruite con il granito silano.
Il tempo e il progresso hanno ricoperto di cemento o di catrame i lastroni e le pietre di granito che una volta caratterizzavano le piazze e i vicoli del nostro paese.
Con un po' di attenzione in giro per il paese e nei dintorni si può osservare qualcosa:
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Massi nel territorio fra Savelli e Campana "Macinella": pietra di granito piatta usata, insieme a un'altra rotonda a forma di mezzaluna, per schiacciare il grano ("granuscacciatu"), utilizzato per fare una specie di polenta. A Macinella veniva usata anche per raffinare le pietre di sale. Pietra miliare in granito ("bologninu"), era un cippo che veniva collocato lungo il ciglio stradale per evidenziare le distanze in chilometri. Il "chilometro Zero" era collocato di fronte alla Chiesa Madre. Incisione su granito: "Io Domenico V (Vecchio ?) 1712" collocato su un muro di una vecchia abitazione. Se non ricordo male c'è un detto savellese che dice: "pure e petre parranu" "anche i sassi parlano (raccontano)" Di ciò si sono ricordati i nostri emigrati in Argentina quando, dopo aver fondato l'Associazione Savellese di Mutuo Soccorso (1928) e costruito una sede propria, vollero completare l'opera facendosi spedire da Savelli un pezzo di granito, debitamente modellato, con scritto; "SAVELLI AI SUOI FIGLI - 1931". La pietra, che rappresenta un'impronta che ricorda le case, i vicoli, il paese, è stata collocata su un muro all'interno della sede dell' Associazione. Buenos Ayres - Salone dell'Associazione Savellese di Mutuo Soccorso Dare attenzione a vicoli, ad archi, a portali, a lapidi, a stemmi aiuta a fissare nella memoria collettiva il nostro passato, la nostra storia e allora... "PRENDI UN ANGOLO DEL TUO PAESE E FALLO SACRO" (Franco Arminio) |


































Bravo Piero , bellissima ricerca.
RispondiEliminaAuguri per un anno nuovo pieno di salute e serenità
Grazie caro...saluti affettuosi é buon Anno 2026..
RispondiEliminaF.R.
Grazie e Buon Anno Pierino, davvero interessante ! Buona serata.
RispondiEliminaCiao , grazie dei tuoi racconti e ricerche.
RispondiEliminaBuon Anno
F.F.
Complimenti vivissimi per la ripresa delle pubblicazioni del tuo Blog. Notizie sempre molto interessanti.
RispondiEliminaAntonio A
Buona sera. Finalmente ti "sei fatto vivo". Aspettavo con ansia una tua uscita storico - culturale. Ottimo lavoro. Sempre alla scoperta di cose nuove ed emozionanti. 👏
RispondiEliminaGrazie Piero per quello che fai per noi , tutto interessante ora lo riguardo .
RispondiEliminaS.C.
Bellissimo al solito!
RispondiEliminaGrezie!!
f. ch.
Come non ricordare alcuni maestri scalpellini come Trozzoli e Castagna? Sono loro gli autori della fontana nuova e dello zampillo raffigurati nella foto. ( don Pietro Pontieri )
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